mercoledì 20 febbraio 2008

A Gigì, in ricordo di una gatta amata


Quanti gatti nella casa dormiente

odo i miagolii nella notte

sordi echi di batter d’unghie agli usci

sogno fugace

di dolci creature

ostaggi come me

di questa terra ingrata.

Un gatto alla finestra

inebria l’aria con fusa melodiche

addolcendo queste sere ottobrine

inaspettato

il suo alito delicato

mi sfiora le membra

è già mattina…

1 commento:

Miro ha detto...

Tra le più belle elegie che io conosca, per l'animale più bello del creato.